Firenze 2 - Le luci, la notte, il desiderio..
drowen2069
Finalmente la luce all'interno del camper si spense, segno che era pronta per uscire.
Ciò che uscì dalla porta del camper valeva tutto il tempo impiegato nell'attesa.
Lei era stupenda (vedi descrizione nella prima parte del racconto).
Appena uscita rimase davanti alla porta del camper, in attesa.
D'altra parte non sapeva chi cercare.
Dopo un attimo che sembrava infinito lo vide avvicinarsi: passo deciso, sguardo fisso su di lei e un sorriso che risaltava sul volto di lui.
"Ciao Gessica, sei bellissima."
E, come si erano accordati, le prese la mano e ne baciò il dorso delicatamente.
Quello era il segno indiscutibile che era lui la persona che doveva incontrare.
Il cuore di lei iniziò a battere forte.
"Finalmente ti conosco, Marco."
E non perse tempo: lo abbracciò forte e lo baciò sulle labbra.
Un bacio intenso, appassionato, a lungo desiderato.
Avevano deciso di non incontrarsi subito per creare un legame, una connessione.
E l'attesa aveva aumentato il desiderio di quell'incontro.
E ora, finalmente, lei poteva lasciare andare quel desiderio.
La reazione di lui fu immediata.
Un gonfiore nei pantaloni ne tradiva la portata.
"Vedo che anche tu sei contento di vedermi... anzi, lo sento", disse lei, spingendo più forte il bacino a contatto con l'erezione di lui.
"Sì, assolutamente", rispose lui.
"Ma non avere fretta, la serata è lunga...
Avrai modo di apprezzare il mio desiderio di te.
"Sei pronta per ciò che ti aspetta?", domandò lui.
"E cosa mi aspetta?", rispose lei con una vocina quasi da bambina.
Lo sguardo malizioso e il sorriso di lei tradivano un'attesa e una curiosità forti.
"Come ti ho già spiegato, tu prendimi la mano e seguimi...
Lo scoprirai passo dopo passo.
"Sono pronta... Stasera sono completamente tua, fai di me ciò che vuoi."
E si affrettò a stringergli la mano.
Lui chiuse a chiave la porta del camper e si incamminarono a piedi verso la fermata della tranvia.
Qualche minuto di attesa e la tranvia arrivò.
Salirono e si diressero verso la parte centrale, quella più in vista, dove tutti passano per scendere.
Lei avrebbe preferito nascondersi in qualche sedile più defilato, ma lui comandava; lui decideva tutto, quella sera.
Lui si appoggiò al bordo esterno del tram e lei lo abbracciò, mettendosi di fronte a lui.
L'orecchio di lei era vicino alle labbra di lui e, sottovoce, lui le disse:
"Voglio che tutti ammirino la tua bellezza", e le baciò il lobo dell'orecchio.
Un brivido lungo la schiena attraversò il corpo di lei.
Sentì anche un brivido di agitazione quando si rese conto di cosa lui volesse fare.
Senza indugiare, lui la voltò completamente e la strinse a sé.
La minigonna di pelle aderiva perfettamente al gonfiore dei suoi pantaloni; lei poteva sentire forte il desiderio di lui che premeva tra le sue natiche. Lui portò le mani su quelle di lei e le strinse davanti alla pancia, tenendola aderente al proprio corpo.
In quella posizione erano un'entità sola, alla mercé degli sguardi di tutti.
Una profonda eccitazione cresceva dentro di lei, insieme a un panico crescente.
Pian piano il tram aumentava i suoi occupanti e un ragazzo con le cuffie sulle orecchie si trovò accanto a loro.
La guardava con desiderio.
A Marco questa situazione non passò inosservata e decise di approfittare del casuale, fortunato evento per aumentare l'eccitazione di lei.
Pian piano si spostarono sempre più vicini al ragazzo, fino a fare in modo che la coscia di lei lo toccasse.
Subito il ragazzo ebbe una reazione di eccitazione: il suo membro si gonfiò nei pantaloni e con una mano cercò di toccare il sedere di lei.
Marco sentì la mano che cercava di farsi spazio tra i loro due corpi attaccati e si spostò di lato, continuando comunque il contatto con il corpo di Gessica.
Per un tempo che sembrava infinito, Gessica si trovò con l'erezione di Marco che le premeva sulla chiappa sinistra, quella del ragazzo sulla coscia destra e la mano di quest'ultimo che le toccava avidamente il sedere.
Poi il ragazzo si riprese dalla sua trance emozionale e si rese conto, all'ultimo momento, di essere arrivato alla sua fermata.
Si affrettò a scendere dal tram.
Mentre le porte si chiudevano, si girò a cercare lo sguardo di Gessica ancora per un istante.
Le labbra di Gessica modellarono lentamente una parola, "peccato", seguita da un bacio stampato nell'aria.
La serata stava prendendo una piega che a Gessica piaceva molto.
Arrivarono infine alla fermata della stazione centrale di Firenze.
Da lì avrebbero proseguito a piedi...
Continua...
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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